La UE sta causando la guerra civile in Ucraina
(english / italiano)
La UE sta causando la guerra civile in Ucraina
Possibile?? Mentre in Italia e nella gran parte dei paesi UE cresce l'anti-europeismo, o almeno il malcontento verso le politiche dell'Unione, in Ucraina viceversa pare che esistano schiere di "europeisti radicali", "disposti a tutto", anche a morire in piazza, per farsi schiavi della tecnocrazia di Bruxelles!
Forse le cose non stanno proprio così… Forse gli esagitati della piazza di Kiev sono una minoranza, ma una minoranza che dispone di spaventosi megafoni e di potentissimi appoggi. Certo è che, come è già successo nel caso jugoslavo, anche in Ucraina le pressioni verso la cosiddetta "integrazione europea" sono causa di gravi contrasti nel corpo sociale. Se proseguirà lo sforzo delle diplomazie occidentali per far vincere a tutti i costi l'opzione annessionista, il paese potrebbe spaccarsi in due: da una parte l'ovest a prevalenza cattolica e uniate (ortodossa filo-cattolica), annesso per l'appunto alla Unione Europea; dall'altra l'est dove è prevalente la componente russofona e ortodossa.
"Europeisti" furono già, nel senso indicato da Hitler e Mussolini, i collaborazionisti seguaci di Bandera, protagonisti di spaventosi pogrom contro la popolazione ortodossa e contro gli ebrei durante la II Guerra Mondiale. Proprio nella Giornata della Memoria, ritrovare nella piazza di Kiev certa teppaglia razzista con le croci uncinate dovrebbe preoccupare chiunque abbia un po' di buon senso; e invece, l'inviata di RaiNews24 Annamaria Esposito sbraita in diretta televisiva, senza alcun contraddittorio, che le offerte di Janukovic "non si possono più accettare" perché "siamo andati troppo oltre" e "la piazza" è orgogliosamente "pronta a tutto"… RaiNews24, dunque, di nuovo con l'elmetto. Come sempre. (A cura di Italo Slavo)
1) Denunciamo il carattere fascista della nuova “rivoluzione colorata” in Ucraina (Mauro Gemma)
2) L'Ucraina sta precipitando in una guerra civile provocata da forze fasciste e neo-naziste, con il sostegno della NATO e dell'Unione europea (Fausto Sorini)
3) Media Disinformation: What’s Really Going On in Ukraine? (Andy Dilks)
4) Ucraina: conservatori e fascisti uniti nella destabilizzazione filo-occidentale (Fabrizio Verde)
5) Lettera aperta del leader del Partito Comunista Petro Simonenko al Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovich
6) LE NOTIZIE DI "VOCE DELLA RUSSIA": Lavrov avverte gli USA di non interferire in Ucraina / Yanukovich nota stranieri armati a Kiev / I radicali stanno continuando ad impadronirsi del potere in Ucraina
7) Ucraina: la storia non raccontata (Brian Denny)
LINKS:
Our Man in Kiev
http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58705
Crimean Parliament: Neo-Nazis Plan To Seize Power In Ukraine
On the Offensive (Germany and the protests in Ukraine)
http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58713
Serbian scenario unfolding in Ukraine? Nebojsa Malic' interview
http://rickrozoff.wordpress.com/2014/01/25/video-interview-serbian-scenario-unfolding-in-ukraine/
Download video: http://img.rt.com/files/episode/21/fa/90/00/malic_480p.mp4?event=download
Russia Warns West Not To Encourage Ukrainian Violence (Stop
NATO, January 25, 2014):
1) Moscow urges West not to encourage Ukrainian militants' actions
2) Lavrov criticizes Europeans for inappropriate reaction to events in Ukraine
3) Protesters piling up firearms at Kyiv City Administration building -
Ukrainian interior minister
4) Protesters blockade Ukraine's Energy Ministry
5) Buildings of four regional state administrations remain seized in Ukraine
6) Crimean parliament urges Yanukovych to declare state of emergency
7) Lawmakers from ruling party banned from travel to U.S.
8) Policeman shot dead in Kyiv, another policeman sustains knife wound -
Ukrainian interior ministry
http://rickrozoff.wordpress.com/2014/01/25/russia-warns-west-not-to-encourage-ukrainian-violence/
Pro-Western Ukrainian opposition stokes up civil war
http://www.wsws.org/en/articles/2014/01/27/ukra-j27.html
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Denunciamo il carattere fascista della nuova “rivoluzione colorata” in Ucraina
20 Gennaio 2014
di Mauro Gemma
Alcuni nostri lettori e compagni dell'Europa orientale ci hanno chiesto, con
appelli accorati, di contribuire a far conoscere il livello inaudito che hanno
raggiunto le violenze scatenate dai fascisti ucraini nelle manifestazioni
che, ormai da molte settimane, si propongono di sovvertire con un vero e
proprio colpo di Stato le istituzioni della repubblica ex sovietica e che
da noi una indegna campagna mediatica continua a presentare come la pacifica
espressione della volontà di un popolo ansioso di entrare nell'Unione
Europea, che sarebbe vittima di una feroce repressione.
Va detto, per fare chiarezza, che questo “popolo”, che occupa la piazza
principale della capitale e tanto osannato dal nostro sistema di comunicazione
dominante, è costituito prevalentemente da bande di teppisti, alla cui
testa si trova "Svoboda", un partito che mantiene legami
"fraterni" anche con “Forza Nuova”, nostalgico
del collaborazionismo con le SS, che ha tra i suoi "maestri" i
criminali di guerra che si distinsero per lo zelo con cui parteciparono ai
massacri di centinaia di migliaia di ebrei, comunisti e inermi civili
nella Seconda Guerra Mondiale.
Costoro sono fautori dell'apartheid nei confronti delle decine di milioni di
ucraini di etnia russa e russofoni. Si sono opposti con rabbia (insieme a
quella Julia Timoshenko che, sebbene sia stata condannata per crimini
economici, è stata proclamata “eroina dell'Occidente”) alla concessione al
russo dello status di lingua ufficiale del paese. Nella parte occidentale
dell'Ucraina questi gruppi di teppisti si sono resi responsabili di assalti
alle sedi comuniste, di aggressioni ai veterani dell'Armata Rossa, di
oltraggio ai monumenti che ricordano il periodo socialista. Sono gli stessi
che, poco tempo fa, con furia vandalica hanno abbattuto la statua di Lenin
nel centro di Kiev. Va detto senza incertezze: sono veri e propri fascisti. Fascisti
che hanno trovato la solidarietà persino di esponenti del Partito
Democratico, come il vicepresidente del parlamento europeo, Gianni
Pittella, che, con un'inammissibile ingerenza negli affari interni di un paese
sovrano, non ha avuto alcuna vergogna ad arringare e a farsi applaudire
(insieme ad altri esponenti di questa Unione Europea che sta massacrando il
nostro stato sociale e le prospettive di futuro per i nostri figli) da una
folla che sventolava le bandiere di "Svoboda".
A fronte della campagna mediatica di sostegno a questi delinquenti fa
riscontro, purtroppo, il silenzio mantenuto dalle forze più coerentemente di
sinistra del nostro paese. E' ora di darsi una mossa, compagne e compagni.
Con i venti gelidi di fascismo che soffiano in Europa, la denuncia e la
mobilitazione sono oggi più che mai doverose. Il silenzio non ha più
giustificazioni.
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L'Ucraina sta precipitando in una guerra civile provocata da forze fasciste e neo-naziste, con il sostegno della NATO e dell'Unione europea
26 Gennaio 2014
di Fausto Sorini, responsabile esteri PdCI, segreteria nazionale
Una sovversione violenta e reazionaria, organizzata e guidata da
gruppi paramilitari fascisti e neo-nazisti ucraini e da professionisti al soldo
dei gruppi dominanti dell'Unione europea e della NATO sta cercando di
rovesciare le istituzioni democratiche elette dal popolo ucraino in libere
elezioni. Elezioni riconosciute dagli osservatori internazionali e dalle
Nazioni Unite.
Nelle regioni in cui la sovversione reazionaria ha preso il sopravvento in
queste ore, sono già stati dichiarati "fuorilegge" il partito comunista
ed altri partiti al governo.
Facciamo appello all'ANPI e alle forze antifasciste (non solo a parole)
presenti nel Parlamento italiano ed europeo affinchè facciano sentire la voce
in una situazione che sta trascinando l'Ucraina in una guerra civile
sanguinosa, che minaccia la pace nel cuore dell'Europa. Chi ha ancora la
volontà e la possibilità di influire sulla situazione, lo faccia. Oppure
sarà corresponsabile di una gravissima connivenza con questo nuovo fascismo
risorgente. -
=== 3 ===
http://www.globalresearch.ca/media-disinformation-whats-really-going-on-in-ukraine/5366318
Media Disinformation: What’s Really Going On in Ukraine?
By Andy Dilks
Global Research, January 27, 2014
You’d be forgiven for knowing very little about the unrest in Ukraine – the violence, the rioting on the streets, the armed protesters storming government buildings amidst plumes of thick black smoke rising from makeshift barricades. Most of the public have once again been Beibered by the mainstream media – the arrest of this precocious, spoilt physical embodiment of crass corporate culture proving newsworthy enough for an MSNBC host to interrupt an interview with a member of Congress discussing the true scale of NSA spying.
In this climate of superficial distractions and media inanity, you’d be equally forgiven for not really knowing why there is political unrest in Ukraine. Most of the explanations for the violence offered by the mainstream media present the information in simplistic soundbytes – talking points without the relevant wider political and historical context which renders current events coherent.
The following article from The Independent provides us with a brief overview of the media’s presentation of recent events in Ukraine:
In November President Viktor Yanukovych decided to pull out of a treaty with EU, an agreement many felt would have paved the way for the Ukraine to join the union. It looked like he was going to sign the agreement before performing a U-turn, which has made Ukrainian disappointment all the sharper. However the government would rather stay friendly with Putin in return for favourable treatment. The protesters think it would benefit ordinary people far more to be aligned with the EU and consider Yanukovych a man who only represents the interests of the richest.
The article goes on to define the demonstrations as “more than a pro-EU movement”, one which represents popular resentment towards perceived government corruption and violent repression towards peaceful activists.
President Viktor Yanukovych’s government forces are certainly guilty of using excessive force against the rioters, and accusations of torture appear to be well-founded and should not be excused. But condemnation is certainly clouded when you consider the level of violence from the rioters. By the same token, when mobile phone users near the scene of the riots received text messages from the state reading, “Dear subscriber, you are registered as a participant in a mass riot” it brought to home just how omnipresent - and ominous - surveillance technology in the 21st century has become.
The problem with the “popular protests against the government and for integration into the EU” narrative is that it omits crucial information regarding the role of the West is fomenting and orchestrating demonstrations such as these; a role which illuminates broader geopolitical objectives in the region and the extent to which intelligence agencies and their offshoot organizations meddle in the affairs of sovereign nations. Understanding the nature of soft power – the use of coercion and bribery – and the subversion and infiltration of grassroots political movements by NGOs and other organizations backed either directly or indirectly by the US government, helps us to more broadly understand why the unrest in Ukraine is reaching such a fever pitch.
The seemingly spontaneous 2004 Ukrainian “Orange Revolution”, sparked by alleged electoral fraud and allegations of voter intimidation, was led largely by a number of grassroots movements tied to political activists and student groups. Many of the groups involved, however, were funded and trained by organizations intimately linked to the US government. The foreign donors of these groups included the US State Department, USAID, the National Democratic Institute for International Affairs, the Open Society Institute and the National Endowment for Democracy.
The candidate who emerged victorious in the wake of these widespread orchestrated protests, Viktor Yushchenko, was not only endorsed by the same institutions which wielded their influence over the protest movements themselves, he was also supported by the International Monetary Fund. A central banker by profession, Yushchenko was a firm advocate of implementing IMF monetary reforms and, equally crucially, an advocate of NATO membership. Before entering into Ukrainian politics he had worked at the US State Department,the Reagan White House, the U.S. Treasury Department, and the Joint Economic Committee of Congress. In short, it’s safe to say that he was a product of Washington, an image only exacerbated by his hostility towards Russia.
It is tempting to automatically assume that the same process is taking place in Ukraine at the moment. Certainly, intelligence agencies have historical form when it comes to covert operations and the manipulation of activists via social media – similar US-backed “Colour Revolutions” have taken place in Georgia, Yugoslavia and elsewhere. The widespread political support for the protesters in Ukraine and the lack of condemnation for their use of violence would certainly add to the view that these protests are at least tacitly backed by the West, if not outright orchestrated. While none of this constitutes “proof” of outside interference, at the very least it is enough to raise suspicions. On the other hand, without firm evidence it is perhaps equally plausible that the support for the protesters is simply a case of making political capital out of the situation, stoking the flames of an already lit fire.
As the violence on the streets of Kiev continues, already spreading away from the capital, the Russian State Duma recently passed a resolution slamming foreign politicians and other players for interfering in Ukrainian internal affairs in an attempt to escalate the conflict. It’s a marked contrast to the rhetoric emerging from Washington and the EU, both of whom have expressed the possibility of intervening, with the US adopting a stance which hints at another planned “regime change” on Russia’s doorstep.
Perhaps the most damning indictment of the West’s stance over Ukraine and their support for what they refer to as a “pro-democracy protest movement” is the profoundly anti-democratic leanings of the violent protestors at the vanguard of the assault on the Ukrainian authorities. Anyone familiar with the crisis in Syria and the attempts to topple President Assad will be all too familiar with the US’s willingness to get into bed with extremists of the worst possible nature in order to achieve their objectives.
In Ukraine today it appears that very little has changed. Just as the Western-backed Syrian rebels with intimate ties to al-Qaeda were presented in our media as “pro-democracy” organizations, so too are many of those protesting in Ukraine drawn from far-right and fascistic groups such as the opposition Svoboda party, whom John McCain was more than happy to appear on stage with in December 2013 and offer his – and by extension America’s – support.
Yet it would also be wrong-headed to characterize the protests in Ukraine as being led by far-right extremists – many protesters are taking to the streets through genuine and legitimate grievances with the current government. The danger lies in these moderate protesters allying themselves with those on the far-right – combined with tacit support from the US for the likes of the Svoboda party, it could be a concoction which would set the stage for a dictatorship far more corrupt and repressive than those currently clinging onto power.
With the geopolitical stakes as high as they are, not least with the potential for a broader NATO influence in the region, it would be wise to view the situation in Ukraine through the wider prism of the global balance of power and all that this entails. Equally, we should be wary of simplistic media narratives which seek to paint any conflict in black and white/good vs. evil terms, particularly when the “good guys” are being backed by the US government and her allies. All too often this amounts to little more than propaganda designed to rouse support for opposition movements favourable to “regime change”, and by now it should be very clear how little this has to do with vague, idealistic notions of “democracy”, and how much it has to do with regional – and ultimately global – hegemony.
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Ucraina: conservatori e fascisti uniti nella destabilizzazione filo-occidentale
23 Gennaio 2014
di Fabrizio Verde per Marx21.it
Giungono ancora una volta
notizie di duri scontri da Kiev, dove i manifestanti anti-governativi e
filo-europei, hanno tentanto di sfondare i cordoni dei
reparti antisommossa per assaltare il parlamento ucraino. Ancora una volta
i media nostrani danno conto di quanto accade nell'ormai nota piazza Maidan di
Kiev, messa a ferro e fuoco, argomentando con la consueta capziosità.
La narrazione degli eventi è, come di norma accade in questi casi, manichea: da
una parte i manifestanti democratici, filo-europeisti e ovviamente amanti della
libertà. Dall'altra il governo guidato da Yanucovich, vicino alle
posizioni della Russia, quindi per convenzione nemico giurato della libertà e
autoritario. Insomma, una sorta di regime repressivo e dispotico a
prescindere.
Peccato, che praticamente nessuno si sia preso la briga di andare oltre le
veline occidentali. Di provare a inquadrare quanto avviene alle porte della
Russia - un territorio dunque strategicamente importante – dove più che
una dura protesta per la mancata associazione con L'Unione Europea e contro le
politiche del governo, sembra essere in atto una vera e propria destabilizzazione
– portata avanti del classico stile delle rivoluzioni colorate – mirante a
dirottare il paese nell'orbita Ue e Nato.
Eppure sarebbe bastato non fermarsi alla superficialità degli eventi e provare
ad andare più fondo, magari abbozzando un analisi su quel coacervo di forze
eterogenee che rappresentano l'opposizione filo-europea, dove spiccano gli
«iper-democratici» nazisti di Svoboda, per fare quantomeno un minimo di
chiarezza sulla questione.
Il ruolo di Canvas
Uscendo dalla versione edulcorata e manichea impostata dai media nostrani,
troviamo chi come il giornalista statunitense ed esperto di questioni
geopolitiche William Engdahl, ha raccolto informazioni sul ruolo giocato
in Ucraina da Canvas (ex Otpor), Organizzazione non Governativa serba attiva
dalla fine degli anni 90', che risultò poi essere il fulcro
dell'opposizione filo-occidentale al presidente Slobodan Milosevic.
Fonti ucraine hanno infatti spiegato al giornalista statunitense che vi sono
autobus fatti convogliare su Kiev da tutti gli angoli del paese. Bus pieni
zeppi di studenti e disoccupati ingaggiati per le proteste. Vengono
inoltre distribuiti in piazza Maidan - cuore della contestazione - opuscoli
identici ( http://12160.info/photo/photo/show?id=2649739:Photo:1376645 )
a quelli diffusi nel 2011 nella ormai celebre piazza Tahrir. Luogo simbolo
e teatro delle manifestazioni di protesta che portarono al rovesciamento di
Hosni Mubarak. Spalancando le porte del governo ai Fratelli Musulmani,
ovviamente sponsorizzati da Washington.
A questo punto è necessario, oltre che interessante e istruttivo, fare un passo
indietro per ripercorrere a grandi linee la storia di questa organizzazione,
già attiva nel tentativo di «rivoluzione arancione» in Ucraina del
2004.
L'attuale e influente Center for applied nonviolent action and
strategies (Canvas) discende dalla vecchia Otpor!, organizzazione che
si forma e acquista consensi durante i bombardamenti Nato sulla Yugoslavia,
allorquando diede vita a una forte campagna politica e mediatica volta al
rovesciamento del presidente serbo Milosevic. Divenendo così il cuore
dell'opposizione filo-occidentale. Una volta ottenuta la caduta di Milosevic,
l'organizzazione nel 2001 tenta la trasformazione in partito politico
presentandosi alle elezioni del 2001. Ma l'operazione fallirà, con la lista che
si ferma a un misero 1.65%.
A questo punto i leader di Otpor abbandonano l'idea della trasformazione in
partito politico, decidendo di dedicarsi alla «consulenza». Si trovano così a
ricoprire un ruolo di primo piano, mettendo a disposizione le proprie
«competenze», oltre a una considerevole quantità di dollari, durante le
cosiddette rivoluzioni colorate negli stati ex-sovietici. Movimenti
d'opposizione come Kmara in Georgia e Pora in Ucraina, tra il 2003 e il 2004,
potranno contare sull'appoggio dei leader dell'ormai ex Otpor, che di lì a
breve diverrà Canvas.
L'organizzazione Canvas, però, raggiunge la ribalta delle cronache internazionali
durante la cosiddetta «primavera araba», dove i movimenti di protesta tramite i
social network ammettono non solo d'ispirarsi all'esperienza dell'ex
Otpor, ma di avvalersi della loro consulenza. Della vecchia Otpor, il movimento
egiziano 6 aprile mutuerà anche il simbolo. Dalle
rivoluzioni colorate alle primavere arabe, per Otpor - Canvas il passo è stato
decisamente breve, ma significativamente sempre rivolto nella stessa
direzione. Quella che conduce verso gli interessi Usa-Nato sullo scacchiere internazionale.
Attualmente Canvas si dichiara una fondazione educativa a cui sarebbe «proibito
ricevere fondi da governi o altre fondazioni». In realtà è dato acclarato e mai
smentito, che Canvas riceva regolarmente ingenti finanziamenti da svariate
realtà quali: la Fondazione Andenauer, l'Open Society Institute di George
Soros, l'International Renaissance Foundation, il National Democratic
Institute di Madeleine Albright e l'Ong statunitense Freedom House (il cui
budget è coperto per ben l'80% dal governo federale degli Stati Uniti) che
ha addirittura assunto due componenti di Otpor come consulenti per i movimenti
in Ucraina e Bielorussia.
I nomi dei finanziatori ci portano direttamente a chi si cela dietro i
tentativi, odierni e passati, di destabilizzazione dell'Ucraina: Unione Europea
e Stati Uniti. Gli stessi Usa che ebbero un ruolo fondamentale
nell'addestramento degli attivisti serbi sui metodi di combattimento nei
disordini di piazza. Un ex funzionario Cia, Robert Helvey, fu infatti incaricato
di radunare a Budapest e addestrare i membri dell'allora Otpor. Il tutto,
finanziamenti e ingerenza Cia, confermato da un'inchiesta condotta da
Limes all'indomani della cacciata di Mubarak.
L'Unione Europea, L'Udar di Klitschko e i nazisti di Svoboda
Una volta appurato il ruolo di Canvas, che evidentemente si muove nel solco di
quanto viene stabilito in quel di Washington, diventa interessante andare a
scoprire le connessioni tra l'eterogenea schiera della cosiddetta
opposizione filo-occidentale e l'Unione Europea. Oltre agli immancabili Stati
Uniti d'America come abbiamo constatato in precedenza.
Figura paradigmatica, esemplare in tal senso, è quella dell'ex campione di
pugilato Vitaly Klitschko. Uomo forte del partito di destra Udar,
capace di incassare il consenso e il sostegno statunitense ed europeo.
L'ex pugile attualmente indicato come leader della variegata opposizione, viene
sostenuto da Victoria Nuland (incontro tra Klitschko e Nuland: http://www.youtube.com/watch?v=0miz548u0WY ).
Già rappresentante statunitense presso la Nato sotto Bush, che attualmente
ricopre il ruolo di Segretario di Stato per gli Affari Europei ed
Euroasiatici dell'amministrazione Obama. Ma la Nuland può vantare solidi legami
presso gli ambienti neoconservatori: suo marito è Robert Kagan, noto falco
nonché stretto collaboratore dell'ex vicepresidente Usa Dick Cheney.
Per quanto riguarda il versante europeo, è invece il quotidiano teutonico Bild
a informare che il Cancelliere tedesco Angela Merkel di concerto con il PPE
(conservatori europei), avrebbe indicato apertamente Klitschko come
candidato filo-europeo da appoggiare in vista delle elezioni in programma per
il 2015. Già da tempo l'Unione Cristiano Democratica di Germania (CDU)
partito del Cancelliere tedesco – insieme al PPE - offre supporto economico e
logistico ai membri di Udar. Provvedendo anche all'addestramento politico
degli esponenti del partito di destra ucraino.
Addirittura l'europarlamentare conservatore tedesco Elmr Brok, recatosi a Kiev,
si è spinto sino a chiedere ai dirigenti dell'opposizione ucraina di essere
pronti a morire per instaurare un nuovo corso pro-europeo.
Chiudiamo questo parziale resoconto sull'opposizione ucraina, che ancora alle
nostre latitudini viene definita «pro-democrazia» - quando in realtà si tratta
di un coacervo di forze conservatrici e fasciste - con Svoboda. Diretta
derivazione del Partito Socialista Nazionale Ucraino (SNPU), prenderà l'attuale
denominazione nel 1998, dopo l'elezione del suo leader Oleh
Tiahnybok al Parlamento ucraino. Di viene ricordato un aberrante
discorso tenuto sulla tomba di un nazista ucraino, dove ha inveito contro
«la mafia ebraica di Mosca».
Questo partito sciovinista e nazista i cui militanti sono stati indicati dal
New York Times come i più «temibili» tra i manifestanti, autori «delle
iniziative più provocatorie come l'occupazione di edifici e il blocco
degli uffici governativi», è fautore del culto di Stepan Bandera. Il fondatore
dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini che nel giugno del 1941 unì
le proprie forze a quelle dei nazisti durante l'invasione dell'Unione
Sovietica. Lo sdoganamento di Svoboda (Libertà) è avvenuto grazie al
partito filo-tedesco Batkivshina della malversatrice Julia Tymoshenko,
attualmente detenuta per appropriazione indebita e frode, che nell'ultima
tornata elettorale ha stretto un'alleanza con i nazisti decisamente
fruttuosa per questi ultimi che hanno ottenuto ben 37 seggi. Mentre la loro influenza
aumenta sempre più, grazie anche al ruolo preminente nelle violente
proteste in atto.
Disinformazione dei media mainstream e «abbagli» di una certa sinistra
Per descrivere il ruolo mistificatore dei media mainstream in questa vicenda,
possiamo ricorrere a quanto espresso dall'autorevole dirigente comunista Pietro
Secchia attraverso le colone del settimanale «Rinascita» nel 1950.
«Non da oggi – scriveva Secchia - la stampa è un potente
strumento di cui si serve la classe dominante per mantenere la sua dittatura.
Il grande capitale non domina solo con le banche, i monopoli, il potere
finanziario, il tribunale e la polizia, ma con i mezzi quasi illimitati della
sua propaganda e della corruzione ideologica. Mai, però, come oggi, il
malcostume della stampa capitalista si è manifestato in forme così volgari e
abiette. Vi fu un’epoca, agli inizi dell’età moderna, fino alle rivoluzioni
del secolo XVIII in cui, come ebbe a scrivere Lenin, la lotta per la
libertà di stampa ebbe la sua grandezza perché era la parola d’ordine della
democrazia progressiva in lotta contro le monarchie assolute, il
feudalesimo e la Chiesa. Ma nella fase di decadenza del capitalismo la stampa
conservatrice e reazionaria ha perduto ogni senso morale e ogni pudore. Il
giornalismo al servizio dei gruppi imperialisti è una forma corrente di
prostituzione. Il capitalismo in putrefazione ha bisogno per reggersi
di mentire continuamente. La realtà lo accusa: dunque dev’essere
falsificata. La fabbrica della menzogna è diventata arte, tecnica, norma di
vita».
Le parole di Pietro Secchia, che mantengono una straordinaria attualità,
bastano da sole a descrivere il ruolo dei mezzi d'informazione. Comprendendo
anche quelli sedicenti di sinistra, che per di più continuano a mantenere
nella testata la dicitura quotidiano comunista.
Sono frutto di chiara malafede, invece, gli «abbagli» di certa sinistra, che
oramai senza più alcuna remora svolge apertamente compiti di copertura e
puntello delle politiche imperialiste. Svettano su tutti il parlamentare
di Sel Boccadutri che parla attraverso Twitter di «un popolo di giovani che
riempie le piazze per chiedere l'ingresso nell'UE». Mentre il Vice
Presidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella (PD), è autore di un
accorato appello: «L'Europa ascolti il grido di libertà e amore che viene
da Kiev».
Certo, amore per i dollari americani e gli euro teutonici oltre che per il
becero revanscismo di marca nazista.
http://www.youtube.com/watch?v=IMcY8Pkgf7A
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Lettera aperta del leader del Partito Comunista Petro Simonenko al Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovich
23 Gennaio 2014
da http://www.kpu.ua/ | Traduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it
Stimato Viktor Fedorovich!
Le attuali vicende politiche in Ucraina, il serio aggravarsi dello scontro
nella società ucraina tra i sostenitori della scelta dell’integrazione europea
e i suoi oppositori, hanno portato a disordini di massa, al blocco degli
organi del potere statale, al sequestro degli edifici amministrativi, alla
distruzione dei monumenti storici - tutto questo ha causato la
destabilizzazione del paese, e ha anche portato ad una serie di conseguenze
economiche, sociali e umanitarie negative per la popolazione dell'Ucraina. Come
risultato, l'Ucraina si trova sull'orlo di una spaccatura del paese e della
perdita della sicurezza nazionale.
Un ruolo particolare nell’aggravarsi della situazione è stato giocato
dall’influenza dei paesi stranieri, così come dai membri delle missioni
diplomatiche in Ucraina, che hanno apertamente sostenuto l'ulteriore
escalation dello scontro in Ucraina, hanno dichiarato il loro sostegno solo a
coloro che sostengono l'integrazione europea, hanno approvato le
dichiarazioni e gli appelli dei "leader" dell'opposizione per
aumentare lo scontro nell’opinione pubblica.
Deve anche essere segnalato l’importante sostegno materiale di fondazioni e
organizzazioni pubbliche o private come l’USAID (United States Agency for
International Development), l’Open Society Institute, il National
Democratic Institute for International Affairs, che con il pretesto di
"difendere i valori democratici", "sostenere
la creazione di uno spazio informativo", hanno finanziato
l'istituzione e la diffusione delle risorse informative dell’Ucraina, risorse
che hanno poi formato l'opinione pubblica, hanno iniettato l’isteria
contro lo stato nello spirito di un sentimento anti-russo e hanno fomentato
l’escalation dello scontro sociale nel paese.
Un’ulteriore preoccupazione riguarda le dichiarazioni pubbliche di importanti
politici statunitensi e dell'Europa occidentale, circa il
perseguimento di azioni legali verso alti funzionari e verso gli organi
statali dell'Ucraina, nonché gli inviti espliciti alle manifestazioni organizzate
dall'opposizione per opporsi alle decisioni del governo legittimamente
eletto del paese, portando così il loro distruttivo contributo ad esasperare la
situazione politica, fatto che rappresenta di per sé un grave colpo per
la democrazia ucraina, per non parlare del fatto che ciò potrebbe
complicare la situazione nel paese.
Un particolare cinismo è evidente nelle recenti dichiarazioni degli
Ambasciatori degli Stati Uniti Jeffrey Payet e dell’UE Jan Tombinski, i quali
hanno espresso il loro disaccordo nei confronti del processo legislativo
della Verkhovna Rada (lett. Consiglio Supremo, ovvero il Parlamento, NdT)
dell'Ucraina del 16 gennaio 2014, e si sono permessi di criticare le
decisioni del Parlamento ucraino sulla conformità di queste con le norme
democratiche ecc.
Queste dichiarazioni contraddicono apertamente i principi immutabili della
diplomazia internazionale, in particolare: l'articolo 7, paragrafo II dello
Statuto dell’ONU, la Dichiarazione relativa ai principi di diritto
internazionale, concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione fra gli
stati, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite del 24/10/1970,
la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla inammissibilità dell'intervento
negli affari interni degli Stati e la protezione della loro indipendenza e
sovranità del 02/12/1965, ecc.
Tenuto conto del fatto che le dichiarazioni degli ambasciatori vanno di là dei
loro poteri e sono in contrasto con i principi del diritto internazionale, al
limite dell’interferenza negli affari interni dell'Ucraina, chiediamo
prima di tutto di reagire alle loro azioni distruttive convocandoli al
Ministero degli Esteri ucraino e avvertendoli circa l'inammissibilità di
tali attività e tali dichiarazioni, nonché di indirizzare delle note alle
autorità competenti dell'UE e degli Stati Uniti, attraverso i canali
diplomatici.
http://www.kpu.ua/otkrytoe-pismo-lidera-kompartii-petra-simonenko-k-prezidentu-ukrainy-viktoru-yanukovichu/
=== 6 ===
http://italian.ruvr.ru/2014_01_25/Lavrov-Mosca-avverte-gli-USA-di-non-interferire-in-Ucraina/
La Voce della Russia
Lavrov: Mosca avverte gli USA di non interferire in Ucraina
Redazione Online
25.01.2014
Mosca avverte il governo statunitense di non interferire negli
eventi che si stanno svolgendo in Ucraina, lo ha detto il ministro degli
Esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista con la televisione russa.
Il ministro russo ha dichiarato che, durante la conferenza di pace Ginevra-2
sulla Siria, ha discusso della situazione in Ucraina con il Segretario di
Stato americano John Kerry.
"Ho richiamato l'attenzione di John Kerry sul fatto che è molto importante
ora non interferire nel processo in atto ed è utile evitare
qualsiasi dichiarazione che possa surriscaldare la situazione. Spero che
mi abbia capito", ha concluso Lavrov.
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http://italian.ruvr.ru/2014_01_25/Yanukovich-nota-stranieri-armati-a-Kiev/
La Voce della Russia
Yanukovich nota stranieri armati a Kiev
Redazione Online
25.01.2014
Ai disordini di Kiev partecipano stranieri che hanno avuto
esperienze di combattimenti, ha dichiarato venerdì il Presidente dell'Ucraina
Viktor Yanukovych durante l'incontro con i capi delle chiese e delle
organizzazioni religiose del Paese.
Secondo le parole del Presidente, alcuni stranieri sono ricercati
internazionali. “Tutti loro si nascondono negli edifici occupati. Sappiamo
che dentro ci sono armi”, ha sottolineato Yanukovich.
Intanto il Presidente ha dichiarato la fermezza delle autorità ucraine di
trovare il compromesso con l'opposizione per uscire dalla crisi
politica. “Faccio di tutto per fermare la violenza”, ha dichiarato
Yanukovich.
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La Voce della Russia
I radicali stanno continuando ad impadronirsi del potere in
Ucraina
Maria Baliabina
27.01.2014, 17:57
A Kiev è stato occupato un altro edificio del Ministero della Giustizia. La situazione si è aggravata anche nelle regioni. A Sumy è stata occupata la Casa dei Consigli, a Vinnitsa durante l’assalto della sede dell’amministrazione regionale da parte dei radicali sono rimasti feriti 15 agenti di milizia.
Il tutto sullo sfondo del fatto che il potere sta tentando di avviare un dialogo pacifico con i leader dell’opposizione.
Mentre i leader dell’opposizione Arseniy Yatsenyuk e Vitaly Klichko stanno analizzando la proposta che gli ha fatto il potere – cariche dirigenziali, modifica della Costituzione e dimissioni del governo, i loro “patrocinati”, già da tempo fuori dal controllo, stanno facendo di tutto per impedire l’avvio del dialogo.
La notte scorsa alcune decine di assaltatori col volto coperto hanno fatto irruzione nella sede del Ministero della Giustizia ed hanno interrotto la riunione del Gruppo di lavoro, creato dal Presidente, dedicata ai problemi della soluzione della crisi,- dice il Ministro della giustizia dell’Ucraina Elena Lukash.
Il gruppo di lavoro per la soluzione della crisi stava lavorando a livello di esperti per l’intera giornata, occupandosi di due problemi: amnistia ed inserimento di modifiche nella Costituzione dell’Ucraina. Proprio durante questo lavoro un gruppo di ignoti hanno occupato la sede del Ministero. Mi vedo costretta a rivolgere al Presidente la richiesta di cessare i negoziati se l’edificio del Ministero non sarà liberato senza indugi e se i negoziatori non avranno la possibilità di risolvere in modo pacifico il conflitto. Mi vedo costretta a rivolgere ai miei colleghi la richiesta di discutere il problema di introdurre lo stato d’emergenza nel Paese.
In ordine all’accaduto è stata intentata la causa penale in virtù dell’articolo “L’occupazione di edifici o costruzioni statali o pubblici”. Ma i radicali restano nell’edificio occupato. Per il momento non si riesce assolutamente a convincerli di lasciare la sede del Ministero,- ha comunicato uno dei leader dell’opposizione Vitaly Klichko.
Ho tentato di parlare con loro, ma purtroppo, non hanno accettato di dialogare e restano lì. Tenteremo ancora una volta di convincerli di liberare l’edificio.
Contemporaneamente all’occupazione della sede del Ministero della Giustizia hanno subito l’assalto anche gli edifici amministrativi nella città di Cherkassy. Ma gli agenti di milizia li hanno difesi ed hanno arrestato 12 persone. A Dnepropetrovsk alcune decine di persone sono state fermate per l’opposizione al potere – hanno lanciato sassi e “Molotov cocktail” contro gli uomini delle forze speciali ferendo 18 persone.
Secondo le previsioni dei politologi, tale situazione si può conservare nel Paese fino al 28 gennaio, giorno in cui ad una sessione straordinaria del Parlamento ucraino gli oppositori dovranno dare una risposta se accettino o meno la proposta delle autorità. In caso di decisione positiva sarà posto il problema di dimissioni del Governo, ed Arseniy Yatsenyuk e Vitaly Klichko dovranno assumersi l’impegno a stabilizzare la situazione nel Paese.
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http://aurorasito.wordpress.com/2013/12/12/ucraina-la-storia-non-raccontata/
Ucraina: la storia non raccontata
Brian Denny, Morning Star, 9 dicembre 2013
Il rifiuto dell’Ucraina di firmare l’accordo di
associazione all’UE, le proteste conseguenti e il tentativo di scacciare il
governo con un voto di fiducia venuto meno, hanno origine nella grande
battaglia geopolitica in atto tra la Germania e la Russia. La Germania usa
l’Unione europea per esercitare pressioni sull’Ucraina affinché s’integri nella
sfera politica ed economica di Berlino. Tuttavia il piano d’espansione della
Germania ha subito una battuta d’arresto a est, nel vertice sul partenariato
dell’UE a Vilnius. Solo due Paesi, Georgia e Moldova, hanno sottoscritto gli
accordi di associazione dell’UE, mentre Bielorussia e Armenia hanno preferito
aderire all’Unione doganale eurasiatica con la Russia. Mosca aveva fatto
pressioni su Kiev, comprese sanzioni commerciali e altre minacce al fine di
allontanare l’Ucraina dalla nuova corsa ad a est di Berlino. Eppure la Germania
ha continuato i suoi sforzi per staccare l’Ucraina dalla sfera russa e i media
tedeschi oggi parlano di “battaglia per l’Ucraina” e “nuovo cortina di ferro” da
vincere ad est.
Anche l’UE ha avvertito l’Ucraina che subirà un
blocco finanziario se continua a rifiutarsi di firmare. Il capo delle relazioni
estere dell’UE, e fantoccio di Berlino, Catherine Ashton ha aggredito l’Ucraina
per non “essere un interlocutore prevedibile e affidabile per i mercati
internazionali.” Il FMI ha già sospeso il credito di 15 miliardi dollari
del 2011, perché l’Ucraina ha rifiutato di smettere di sovvenzionare le
bollette del gas delle famiglie. Il trattato dell’UE consentirebbe anche ai
monopoli europei di occupare gli importanti mercati energetici dell’Ucraina. Le
aziende tedesche già forniscono al Paese gas naturale con i gasdotti che
attraversano Polonia, Ungheria, ed entro il prossimo anno, Slovacchia, rompendo
la dipendenza dell’Ucraina dal gas russo.
Il Gruppo per la politica estera tedesca, il
Consiglio per le Relazioni Estere tedesco (DGAP), afferma apertamente che gli
accordi di associazione devono essere attuati sotto “supervisione” e chiede “misure
di aggiustamento sociale rigorose e molto dolorose“. Per capire cosa
significhi basti guardare ai severi requisiti di salvataggio inflitti ai membri
dell’area euro Grecia, Portogallo, Cipro e altri Stati. Nel lungo periodo, il
DGAP prevede anche l’integrazione della Russia nella sfrenata dittatura delle
multinazionali del sistema dei trattati UE sotto l’egemonia di Berlino, aprendo
alle imprese tedesche l’espansione economica fino al Pacifico. Così, il rifiuto
dell’Ucraina di firmare l’accordo di associazione UE rovina alcuni notevoli
piani imperialisti teutonici. Ciò spiegherebbe la narrazione dei media
occidentali sulle proteste in Ucraina da parte dell’alleanza “pro-europea”.
Allora, chi sono questi attivisti
“pro-democrazia” che non possono rovesciare il governo costituito dal Partito
delle Regioni del Presidente Viktor Janukovych e sostenuto dal Partito
Comunista di Ucraina? Senza mezzi termini si tratta di una diabolica alleanza
tra conservatori, fascisti e revanscisti che promuovono il culto dei
collaborazionisti nazisti. Questo culto si concentra in particolare su Stepan
Bandera, leader dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN), che unì le
sue forze ai nazisti durante l’invasione dell’Unione Sovietica, nel giugno
1941. Negli ultimi 20 anni numerosi monumenti a Bandera sono stati eretti, in
particolare in Ucraina occidentale, tra cui una statua nella città di Lvov,
sede di uno dei più grandi pogrom antiebraici. Dopo la rivoluzione arancione in
Ucraina, nel 2004, il presidente entrante Viktor Jushenko del partito Nostra
Ucraina ufficialmente dichiarò Bandera e il suo camerata nazista Roman
Shukhevych “eroi dell’Ucraina.” Un partito di primo piano che promuove tale
culto è il partito dell’unione pan-ucraina “Svoboda” (libertà), guidato
da Oleh Tiahnybok, che fece un discorso sulla tomba di un altro nazista
ucraino, inveendo contro la “mafia ebraica di Mosca.” Questo partito
compì la sua svolta politica nel 2009, quando fu eletto nel Ternopil Oblast
dell’ovest ucraino (al parlamento) con il 35 per cento dei voti, prendendo 50
dei 120 seggi, e il suo potere è in crescita. Svoboda aderisce
all’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali (AENM) di estrema destra. Tra i
membri vi sono il partito neofascista ungherese Jobbik (Movimento
per un’Ungheria migliore) e il francese Front National. Il leader
del British National Party, Nick Griffin, è vice-presidente
dell’AENM. È anche alla ricerca di legami più stretti con la neofascista Forza
Nuova in Italia e con il Partito nazional-democratico tedesco di estrema
destra. Svoboda proviene direttamente dalla tradizione dei
collaborazionisti dei nazisti che effettuarono numerosi massacri nell’Unione
Sovietica occupata, ma Berlino è rimasta in silenzio su ciò.
Il partito filo-tedesco “Batkivshyna”
(Patria) di Julija Tymoshenko, in carcere per frode e appropriazione indebita,
è entrata nell’alleanza elettorale con Svoboda, nelle ultime elezioni. Ciò
permise a Svoboda di avere il 10,4 per cento dei voti,
ottenendo 37 deputati nel parlamento della Verkhovna Rada. A
completare questa alleanza anti-russa vi è il partito Udar di
Vitalij Klitschko, un acronimo che significa “pugno”. Klitschko è campione del
mondo di pugilato peso massimo ed eroe nazionale che si è presentato
candidandosi alle elezioni presidenziali del 2015. Tuttavia non può averne
diritto vivendo soprattutto in Germania. Il partito dell’Unione
cristiano-democratica tedesca ammette apertamente che la sua Fondazione Konrad
Adenauer ha “assegnato” a Klitschko il compito di creare un partito di destra
in Ucraina, al fine di avere una stabile maggioranza pro-UE a Kiev. Durante un
evento della fondazione con Klitschko a Bruxelles, Elmar Brok della CDU
tedesca, disse chiaramente perché Berlino ha un grande interesse sull’Ucraina.
Dopo tutto, si tratta di “un Paese con grandi possibilità economiche“,
con “una popolazione ben istruita” e “buoni prerequisiti agricoli.”
Non c’è da meravigliarsi che la Germania voglia militarizzare l’Europa al
vertice UE previsto per fine mese.
Brian Denny partecipa a No2eu
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora